Lagavulin

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La costa sud di Islay, vicino Port Ellen è la zona dove sorge la distilleria della Lagavulin, una cornice naturale dove il mare è il vero protagonista. Molti secoli fa furono numerose le navi a naufragare in questa zona per merito delle insidiose rocce sommerse che costeggiano la baia e che proteggevano il castello di Dunyvaig, sede del Lord of the Isles, dagli attacchi degli invasori.

Si dice che l’area vicino al castello Dunyvaig, fin dal 1742, avesse già ospitato produttori clandestini di acquaviti e nel 1816 il contadino e distillatore locale John Johnston fondò la prima distilleria legale della zona, la Kildalton, un anno dopo Archibald Campbell fondò una seconda distilleria che sembrava si chiamasse all’inizio “Ardmore” ma poco dopo prese il nome di Lagavulin. Le distillerie nel 1836 vengono rilevate da Alexander Graham, un venditore di whisky di Glasgow, che le riunisce sotto lo stesso tetto mantenendo il nome Lagavulin.

Nel 1867 la distilleria passa nelle mani della James Logan Mackie & Co. e alla scomparsa del proprietario James Logan Mackie nel 1889 è suo nipote Peter Mackie a prenderne le redini. “Restless Peter” (Peter l’irrequieto) come era soprannominato dal suo personale, un anno dopo lancia la famosissima miscela White Horse e dopo pochi anni costruisce la distilleria Malt Mill. In realtà sembra che Peter abbia aperto la Malt Mill per dispetto nei confronti della Laphroaig che aveva cambiato la politica di vendita del suo prodotto, infatti Peter Mackie era anche l’agente di vendita della Laphroiag che nel 1907 decise di iniziare a vendere il proprio whisky da sola. Mackie arrivò addirittura a costruire una diga bloccando l’approvvigionamento di acqua della Laproiagh e la lite tra vicini ben presto si spostò in tribunale dove con una sentenza fu imposto a Peter Mackie di ripristinare la situazione originaria. Nel 1908 Mackie, che conosceva molto bene le attrezzature della Laphroaig, costruì vicino alla Lagavulin la Malt Mill e commissionò la costruzione di due alambicchi che erano la copia esatta di quelli usati dalla Laphroaig, l’obiettivo era quello di produrre un whisky di malto uguale a quello prodotto dalla distilleria rivale; ma non funzionò mai come Peter aveva previsto e la Malt Mill fu chiusa nel 1960. Nonostante questo Sir Peter Mackie (diventò baronetto nel 1920) si impegnò per garantire che si continuasse a produrre il Lagavulin con la massima attenzione ai particolari.

Nel 1974 i malting floor vengono abbandonati e da allora l’orzo maltato proviene dalle vicina Port Ellen maltings, ad oggi sono quattro gli alambicchi in uso della distilleria, due dei quali a forma di pera dello stile ereditato dalla Malt Mill, secondo la procedura tuttora in uso il Lagavulin riceve la distillazione più lenta di tutti i single malt d’Islay (circa cinque ore per la prima distillazione e oltre nove ore per la seconda). Sembra sia questo tipo di lavorazione che contribuisca a dare al Lagavulin la sua caratteristica rotondità e le sue note morbide e calde giustamente apprezzate dagli appassionati.

Categories: RecensioniWhisky

Giuseppe Is Panico

Giuseppe, titolare de Il Caffè Italiano Ginosa. Appassionato di vini e Sommelier. Intenditore di distillati di qualità.

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