Oggi parliamo di dolcezze, ma anche di tradizione e naturalmente di storie che spesso si intrecciano con legende di cui la nostra terra e’ intisa…

Naturalmente avrete capito dal titolo che parleremo di Sise o Tette di Monache, Minne di Vergine o di Sant’Agata

Tre nomi, tre tradizioni, tre interpretazioni del sospiro….

Tra le varie leggende, una vuole che tale espressione derivi dal comportamento di alcune monache, le quali inserivano al centro del petto una protuberanza in modo da rendere meno evidenti i seni.Più verosimilmente la tipica forma di questo dolce farebbe invece riferimento a Gran Sasso D’Italia, Majella e Sirente-Velino che costituiscono i tre massicci montuosi dell’Abruzzo. Questo giustifica la forma del dolce abruzzese stesso.

Quindi il luogo di nascita del dolce e’ l’Abruzzo o meglio Guardiagrele,piccolo paese tra le colline della provincia di Chieti,tra vigneti e ulivi un paesaggio tutto made in Italy di quelli che fanno ben sperare….

Il dolce ha una consistenza di un Pan Di Spagna con forma a tre punte appunto, farcito con della crema pasticcera spolverato con zucchero a velo…. Naturalmente potremmo consigliare un’abinamento con un vino dolce non troppo lungo,difficile da trovare in Abruzzo considerato il fatto che,nonostante la buona produzione di vini di qualita’ non possiede nel suo patrimonio vitivinicolo un vino propedeudico per questo dolce.

In Sicilia invece abbiamo due nomi per un dolce che presenta caratteristiche diverse dal punto di vista della ricetta, accomunati dalla stessa forma e naturalmente dalla stessa terra d’origine. Due racconti storici differenti che arrivano da due zone della Sicilia, ossia, la prima arriva da Catania dove il nome del dolce viene attribuito alla protrettice della citta’ Sant’Agata martire.Il suo martirio ebbe luogo all’incirca nel III secolo D.C. durante il quale le furono amputare i seni, infatti in  molte raffigurazioni vengono riportate in un vassoio posto nella mano destra della Santa. L’altro racconto viene dall’agrigentino, Sambuca di Sicilia, fu’ una monaca che in occasione del matrimonio di un nobile del posto ad avere l’idea di fare un dolce a forma di Minna.

Completamente diverse le due Minne:

La prima consta di un particolare pan di spagna, ed e’ ripiena di ricotta, cioccolato e canditi, ricoperta con glassa e naturalmente ciliegia candita, non e’ difficile trovare un vino da abbinare a questo piatto,in questa regione con un patrimonio vitivinicolo di vini dolci molto importante.

La seconda somiglia piu’ ad un dolce cosi detto da forno, dato che i suoi ingredienti sono pasta frolla ,ripiena di crema di latte zuccata, cioccolato e cannella, anche per questo piatto l’abinamento non risultera’ difficile.

Eccoci arrivati alla Tetta di Monaca o Spospiro senza Glassa e ormai nella tradizione pugliese un dolce che ritroviamo un po’ in tutta nella regione si presume abbia avuto origine nel nord barese per poi diffondersi in tutta la Puglia, nella nostra pasticceria vantiamo una ottima “Tetta di Monaca” di cui andiamo molto fieri.In Puglia non e’ molto difficile trovare un vino che si abbini con questo dolce, come per gli altri piatti raccomandiamo un vino non  molto persistente ma dolce.

Un velo di Bisquit ripieno di Crema Chantilly.

Categories: PasticceriaRecensioni

Giuseppe Is Panico

Giuseppe, titolare de Il Caffè Italiano Ginosa. Appassionato di vini e Sommelier. Intenditore di distillati di qualità.

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